© Stefano Mazzanti     Artista visivo - Lighting designer     P.I. 02738960984    info@stefanomazzanti.it APPUNTI Luce-corpo in equilibri avanzati FEMINA - Trilogia per corpi sospesi Femina è un percorso di ricerca in tre parti, sulla valenza attorale della luce e il suo rapporto con il  corpo in movimento.  Il tentativo, comune e unificante i tre episodi, è quello di lavorare con la luce come fosse essa stessa  un attore. Come il lavoro attorale, anche la luce nasce direttamente sull'area scenica, dove si muove e agisce-  interagisce coi corpi degli altri attori. In Violetta [della frammentazione] la luce ri-porta in vita il personaggio e lo accompagna nell'ardua  ricerca della propria identità. La luce agisce direttamente sul corpo dell'attrice frammentandolo e  sezionandolo; lo "contamina" e lo scompone-ricompone invadendolo con i frammenti dei corpi che lo  hanno frequentato. La luce danza il "Brindisi" con Violetta ma, danzando, si trasforma in una sorta di  lapide per portarsela via e lasciarla nel ricordo come un'apparizione. In D'Ofelia [della smaterializzazione] la luce trasforma i corpi in movimento in un processo di  deformazione; li scompone e ricompone, li congiunge fra di loro in una nuova forma-corpo. Permette  la trasformazione-trasposizione di uno nell'altro e la traslazione da una scena all'altra. L'elemento di  Ofelia è l'acqua. La luce lavora su tutte le possibili simulazioni-interazioni con l'acqua. Sfrutta le leggi  della riflessione e della rifrazione legate all'acqua per deformare la visione dei corpi. In Norma Jean [del contrasto] la luce indaga tutte le possibili interazioni fra il corpo e l'ombra. Il  lavoro si basa sull'approfondimento dei contrasti bianco/nero e luce/ombra. La visione è quella,  scomposta e frazionata (a quadri) tipica dello spettacolo itinerante. Articolo apparso sul sito Luce on Line: L'esperienza di "equilibri avanzati" sulla relazione corpo-luce "equilibri avanzati" è un gruppo nato nel 2001 dal confronto fra le esperienze dell'attrice, danzatrice e trampoliere Daniela Visani e l'artista visivo-light designer Stefano Mazzanti, cui si aggiunge presto il musicista elettronico Andrea Nones. Il punto di partenza è una riflessione sul senso o la perdita di senso del corpo (depositario dell'identità) e della sua semplicità. Questo porta da subito a concentrarsi sulla relazione fra corpo e luce. In particolare si lavora affinché la visione del corpo non sia mai autosufficiente ma mediata dai mutamenti provocati dall'elemento luce. La luce, inoltre, lavora come un attore. Vale a dire che, come il lavoro attorale, anche la luce nasce direttamente sull'area scenica, dove si muove e agisce-interagisce coi corpi degli altri attori. L'ambizioso progetto a cui sta lavorando il gruppo è FEMINA - Trilogia per corpi sospesi, costituito da tre spettacoli che analizzano figure del femminile intese come luogo di maggiore evidenza delle problematiche che riguardano l'integrità del corpo e la perdita d'identità. Nel 2002 viene prodotto il primo spettacolo: VIOLETTA (o della frammentazione) la luce riporta in vita il personaggio, ispirato alla Traviata verdiana, e lo accompagna nell'ardua ricerca della propria identità. La luce agisce direttamente sul corpo dell'attrice frammentandolo e sezionandolo; lo "contamina" e lo scompone-ricompone invadendolo con i frammenti dei corpi che lo hanno frequentato. La luce danza il "Brindisi" con Violetta ma, danzando, si trasforma in una sorta di lapide per portarsela via e lasciarla nel ricordo come un'apparizione. Legata a Violetta è anche l'installazione luminosa Identità, realizzata da Mazzanti nel 2003 e basata, come lo spettacolo, sulla frammentazione dei volti. Nel 2004 è iniziato il progetto per il secondo spettacolo: D'OFELIA [o della smaterializzazione]. Nel personaggio shakespeariano avviene una trasformazione del corpo in voce, e la luce lavora proprio sulla smaterializzazione del corpo. Le interazioni corpo-luce, infatti, sono funzionali alla trasformazione dei confini della fisicità in combinazioni di immagini che evochino lo stato originale generativo della materia. Per il light designer il lavoro non è sull'illuminazione diretta ma sulla riflessione e la rifrazione, e la ricerca è concentrata su tutte le possibili interazioni e simulazioni con l'acqua (che è anche l'elemento di Ofelia), per deformare/smaterializzare la visione dei corpi. Nel 2003 è stato presentato un breve studio sulla terza parte della trilogia, ispirato alla figura di Marilyn Monroe. Nello spettacolo futuro (del contrasto) la luce indagherà tutte le possibili interazioni fra il corpo e l'ombra. Confrontandosi e contaminandosi con il linguaggio cinematografico si approfondiranno le relazioni e i contrasti bianco/nero e luce/ombra.