© Stefano Mazzanti     Artista visivo - Lighting designer     P.I. 02738960984    info@stefanomazzanti.it Liberamente ispirato alla Traviata, di Giuseppe Verdi Ideazione: Daniela Visani - equilibri avanzati Performer: Daniela Visani Sound design: Andrea Nones Lighting design: Stefano Mazzanti Debutto: maggio 2002 a Brescia, Teatro Santa Chiara Poi tournée e partecipazione al Bazar Opera Festival, Teatro Goldoni, Firenze Spettacolo vincitore bando Scena prima 2002, Milano FEMINA - Trilogia per corpi sospesi click per ingrandire Femina è un percorso di ricerca in tre parti, sulla valenza attorale della luce e il suo rapporto con il corpo in movimento. Il tentativo, comune e unificante i tre episodi, è quello di lavorare con la luce come fosse essa stessa un attore. Come il lavoro attorale, anche la luce nasce direttamente sull'area scenica, dove si muove e agisce-interagisce coi corpi degli altri attori. In Violetta [della frammentazione]la luce ri-porta in vita il personaggio e lo accompagna nell'ardua ricerca della propria identità. La luce agisce direttamente sul corpo dell'attrice frammentandolo e sezionandolo; lo "contamina" e lo scompone- ricompone invadendolo con i frammenti dei corpi che lo hanno frequentato. La luce danza il "Brindisi" con Violetta ma, danzando, si trasforma in una sorta di lapide per portarsela via e lasciarla nel ricordo come un'apparizione. In D'Ofelia [della smaterializzazione] la luce trasforma i corpi in movimento in un processo di deformazione; li scompone e ricompone, li congiunge fra di loro in una nuova forma-corpo. Permette la trasformazione-trasposizione di uno nell'altro e la traslazione da una scena all'altra. L'elemento di Ofelia è l'acqua. La luce lavora su tutte le possibili simulazioni-interazioni con l'acqua. Sfrutta le leggi della riflessione e della rifrazione legate all'acqua per deformare la visione dei corpi. In Norma Jean [del contrasto] la luce indaga tutte le possibili interazioni fra il corpo e l'ombra. Il lavoro si basa sull'approfondimento dei contrasti bianco/nero e luce/ombra. La visione è quella, scomposta e frazionata (a quadri) tipica dello spettacolo itinerante.